Downshifting, la sfida 2026 per i centri ottici e l’industria

L’Italia tiene e fa da àncora in un contesto internazionale turbolento: lo hanno evidenziato i dati NIQ GfK presentati da Anfao a fine gennaio a Milano, alla vigilia dell’ultimo Mido

Secondo NIQ GfK-Anfao, nel 2025 il sell out del canale specializzato in Italia arriva a circa 3,1 miliardi di euro, con +2% a valore rispetto allo stesso periodo del 2024. In questo perimetro il cuore resta quello delle lenti oftalmiche, che valgono oltre metà del mercato: è lì che si gioca la partita vera, non solo in quantità ma soprattutto in termini di mix di prodotto.
Dentro i numeri emerge una dinamica interessante. Le progressive crescono, ma senza strappi, mentre le monofocali rallentano e mostrano una pressione sul prezzo medio. E nel bimestre settembre-ottobre 2025 si intravede un raffreddamento: un segnale coerente con una maggiore sensibilità al prezzo da parte del consumatore finale. In altre parole: il mercato regge, ma nulla è automatico.
Qui entra in scena il cosiddetto “downshifting”, che letteralmente significa scalare marcia, fare cioè un passo indietro nel proprio stile di vita: persone che, per scelta o necessità, scendono appunto di marcia nei consumi, comprano meno, rimandano o cercano alternative più convenienti. Il contesto macro aiuta a capire la sensazione che molti descrivono così: “faccio più fatica ad acquistare le stesse cose”. Istat fotografa una spesa media mensile 2024 sostanzialmente stabile in valori correnti rispetto al 2023: stabilità che, tuttavia, per molte famiglie può suonare come prudenza o rinuncia in volume reale.
Come si può tradurre tutto questo per il centro ottico? L’attenzione alla visione resta un bisogno strutturale, ma nel 2026 la competizione sarà fra prodotti premium credibili e offerta di valore intelligente. Proprio il valore non si difende con slogan, ma si costruisce con una serie di fattori: consulenza tecnica, soluzione personalizzata, servizio durante e post-vendita, assistenza del cliente nell’arco di 3-5 anni.

Pochi tuttavia, nel nostro settore, completano questo percorso con dedizione e costanza. Eppure è l’unica ricetta che mi sento di proporre e che già funziona. Perché il rischio, se ci distraiamo, è doppio: tempi di sostituzione che si allungano e multidotazione che diventa desiderabile ma non più accessibile. I rallentamenti, come quelli osservati nell’ultimo scorcio del 2025, non vanno drammatizzati ma letti con attenzione: sono come una salita breve e dura dopo 50 chilometri di pianura. Se resti seduto, ti pianti. Se ti alzi sui pedali, la superi.
Nicola Di Lernia

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