Covrt Project: a Mido 2020 in cerca della sua tribù

Il giovane marchio creato dal designer di origine italiana con studio a Londra Marcello Martino, che già in passato si è cimentato con la creazione di occhiali e ha collaborato come design director con l’azienda londinese Kite Eyewear, esporrà per la prima volta al salone, in programma a Fieramilano Rho dal 29 febbraio al 2 marzo

Frequentatore per anni di Mido, Martino, un master in design del prodotto e una carriera come designer poliedrico, è felice di essere stato selezionato ed esporre per la prima volta all’interno del Lab Academy. Con una passione per gli occhiali alle spalle e incursioni nell’eyewear che hanno visto i suoi modelli sfoggiati da personalità dello sport e musicisti, il creativo ha lanciato ufficialmente il suo marchio Covrt Project l’anno scorso. «Il progetto è nato perché sono un grande fan dello streetwear, della cultura di strada e delle sneaker: pensavo che nessun marchio di occhiali stesse “parlando” con me o con questa community, così ho deciso di progettare la collezione sole chiamata _Mission One (nella foto, un modello) - racconta a b2eyes TODAY Martino - Ogni modello ha il suo particolare dettaglio tecnico, che rende individualmente unici, ma parte della stessa tribù. Tutte le montature sono made in Italy e utilizzano lenti Zeiss: tre sono in acetato nero Mazzucchelli e quattro in metallo nero, realizzate con fresatura a controllo numerico computerizzato da un unico blocco di acciaio inossidabile». Ogni modello viene consegnato con una utility bag per contenere l’occhiale ma anche oggetti della vita quotidiana come il telefono o il portafoglio. «A Mido spero di incontrare ottici affini, che possano aiutarci a raccontare la nostra storia e raggiungere la nostra tribù - prosegue il designer - L'Italia è un mercato molto importante per noi, i clienti apprezzano ciò che stiamo facendo: dobbiamo solo dare loro accesso al brand e assicurarci che possano toccare e “sentire” il prodotto di persona. Il nostro marchio non è questione di forma, sta tutto nei dettagli, nell'atteggiamento, quindi è importante che le persone possano vedere e provare gli occhiali. Certo l’online ha il suo posto, dà accessibilità, ma sono ancora abbastanza tradizionale nel pensare che in un mondo moderno, gli occhiali debbano essere vissuti di persona, toccati, sentiti e provati».
Sul fronte della distribuzione il marchio sta dialogando con alcune aziende ed è alla ricerca di agenti. «Attualmente stiamo trattando in maniera diretta con store selezionati in Italia e fornendo il servizio clienti internamente», conclude Martino.

N.T.

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