Zeiss conclude l'anno fiscale a quasi 12 miliardi di euro

L’amministratore delegato del gruppo in Italia, Michele D’Adamo, ha commentato a Mido i dati finanziari relativi al 2024-2025: il fatturato mondiale è cresciuto del 9%, con un Ebit pari a 1,5 miliardi di euro. I risultati delle singole divisioni di business mostrano un andamento differenziato, anche nel nostro paese, mentre resta costante l’impegno nell’R&D con oltre il 15% dei ricavi reinvestito

«I risultati del gruppo per l’anno fiscale 2024-25 sono positivi. C'è stata una buona crescita sia sul fronte degli ordini ricevuti sia del fatturato, abbiamo sfiorato i 12 miliardi di euro di ricavi contro i circa 11 dell’esercizio precedente: un incremento che è determinato dall’apporto di quattro divisioni di business con comportamenti e performance differenti, a fronte di uno scenario molto complesso - ha esordito Michele d’Adamo (nella foto principale), amministratore delegato del gruppo Zeiss Italia, incontrando a Mido alcune tra le principali testate trade nazionali - Il mondo è completamente cambiato rispetto a cinque anni fa, fare business oggi è molto più difficile e faticoso: siamo in presenza di situazioni geopolitiche incerte, tensioni internazionali, embarghi e dazi, raggiungere in tale contesto risultati di questo tipo è un dato veramente molto significativo. Un aspetto che vale la pena sottolineare è che continuiamo a investire il 15% in R&D, pari a 1,731 miliardi di euro, un dato altissimo: d’altronde ricerca e sviluppo sono uno dei motori della nostra crescita. L'innovazione è nel dna di Zeiss sin dalla sua nascita e il fatto di destinarvi una quota così consistente del fatturato, anche in momenti particolari come questo, è una testimonianza dell'importanza che ha per noi tale area». Oltretutto il fatto di essere di proprietà di una Fondazione, con una forte matrice scientifica e che finanzia programmi di ricerca Stem, dà al gruppo da un lato un certo tipo di indirizzo e dall'altro una visione di lungo periodo. «Non avere sempre la necessità di ottenere risultati a brevissimo ci consente di fare investimenti in ricerca anche per decenni, per arrivare a sviluppare tecnologie uniche al mondo, come è stato ad esempio nei semiconduttori», ha aggiunto D’Adamo.

Analizzando nel dettaglio i numeri, «il fatturato complessivo del gruppo, che conta 46.622 dipendenti in tutto il mondo, è stato pari a 11,896 miliardi di euro contro i 10,894 miliardi di euro dell’anno precedente, in aumento del 9% - specifica una nota dell’azienda - L’Ebit ha raggiunto quota 1,552 miliardi di euro (1,444 miliardi di euro nel 2023-24, in crescita del 7%), con un margine Ebit del 13%».

Il segmento Semiconductor Manufacturing Technology ha registrato una solida crescita a doppia cifra mettendo a segno +23%, Medical Technology ha evidenziato un aumento dei ricavi del 4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, l’area Consumer Markets, con la sua unità strategica di business Vision Care, ha ottenuto un altro risultato positivo, con +2% a livello globale, mentre, rispetto all’esercizio precedente, la situazione economica è stata più difficile per il segmento Industrial Quality & Research, con una flessione dell’1% (nella tabella sopra, i risultati per segmento di business).

«In questo momento il maggiore contributo arriva dalla divisione dei semiconduttori, ma il nostro vantaggio è avere un portafoglio di attività e di business diversificati e complementari che ci rendono meno sensibili a particolari situazioni di mercato potenzialmente penalizzanti, aiutandoci ad avere un bilanciamento - ha proseguito l’ad di Zeiss Italia - Tra l'altro molti di questi business, come ad esempio quelli del Medical Technology e del Consumer Markets, sono sostenuti da alcuni mega trend, quali l'invecchiamento della popolazione e il delinearsi di nuove geografie relativamente alla classe media in crescita, pensiamo all'India o alla stessa Cina».

Per ciò che concerne i risultati sul mercato interno, ha spiegato D’Adamo, «anche in Italia il gruppo ha registrato un positivo incremento del fatturato grazie al contributo di tutte le divisioni, seppure in misura diversa: siamo intorno ai 250 milioni di euro complessivi, con un aumento dell'8% - ha detto il manager - Quanto alla divisione Vision Care, quest’area è cresciuta complessivamente del 4-5%, con la parte delle lenti oftalmiche che ha performato bene, mentre Sunlens ha risentito di maggiori difficoltà, indotte ad esempio dalla questione dei dazi: ricordiamo che per il mondo degli occhiali da sole il mercato americano è estremamente importante e, in generale, il settore della moda e del lusso non è stato particolarmente felice nell'ultimo periodo».

Archiviato il risultato, lo sguardo si sposta inevitabilmente al 2026. «L'andamento del nostro primo trimestre (ottobre-dicembre 2025, ndr) è stato discreto, anche se il mercato italiano in generale, negli ultimi mesi del 2025, ha mostrato segnali di rallentamento e di affaticamento. Se poi leggiamo sia i dati di base dell'Istat sia le analisi di Confcommercio, indicano che teoricamente ci sono le condizioni di ripresa. L'inflazione è sotto controllo, c'è stato un recupero del potere d’acquisto, al momento non tradottosi però in consumo, ma piuttosto in un aumento della propensione al risparmio, perché i consumatori sono preoccupati dello stato attuale delle cose e del futuro. I dati del Black Friday e del Natale, tutto sommato, segnalano che in diverse merceologie c'è stato un buon incremento, un po' in controtendenza rispetto a quello che abbiamo visto nel settore dell'ottica - ha precisato ancora D’Adamo - La nostra categoria, il vision care, è sempre stata definita resiliente: quello degli occhiali non è un acquisto d’impulso per soddisfare un bisogno immediato, la possibile interpretazione è che forse in questa fase il consumatore, avendo soldi da spendere, li ha utilizzati per acquisti che lo appagavano di più posticipandone altri, come appunto gli occhiali. A ogni modo vediamo un 2026 abbastanza sfidante, non solo per il settore: il mercato nel mondo non sta andando in una direzione di semplificazione e di maggiore facilità di lettura. L’incertezza è il tema dominante, bisogna navigare a vista ed essere pronti e resilienti».

Infine D’Adamo ha introdotto brevemente alcune delle più importanti innovazioni di prodotto presentate a Mido, tra cui il portafoglio ClearMind in arrivo ad aprile. «La nostra missione è contribuire al benessere visivo delle persone ma anche sostenere i nostri partner affinché abbiano successo - ha concluso l’ad del gruppo - In Italia ci troviamo di fronte a ottici indipendenti che devono affrontare un futuro complesso, le catene sono maggiormente organizzate e hanno un altro tipo di approccio: l’obiettivo di Zeiss è renderli competitivi in un mondo sempre più difficile, fornendo loro supporto tecnologico, di prodotto e di servizio per relazionarsi con i loro clienti in maniera efficace. Quello di prodotto, in particolare, è un fronte importante di innovazione, ma ci stiamo dirigendo sempre più sul versante della customer experience e dei servizi: queste sono le direzioni e gli aspetti in cui vogliamo differenziarci, perché il successo dei partner è il nostro».

Nicoletta Tobia

Lenti oftalmiche