Vediamoci Solidali, gli occhiali pagati in base al reddito

Il centro ottico, nato da un anno a Figino, periferia nord ovest di Milano, dalla cooperativa sociale La Musa onlus, offre proposte alternative al commercio tradizionale

Il punto vendita, guidato da Michele De Bortoli (nella foto), uno dei fondatori della onlus, diplomato in ottica all’Istituto Fleming di Treviso nel 1997 e massaggiatore, con una lunga esperienza nel settore soprattutto nell’ambito della riparazione e manutenzione di macchinari e strumentazione ottica per grandi aziende, ha da poco più di un mese introdotto un’interessante iniziativa: grazie al progetto “Commercio Isee amico”, chi ha bisogno di occhiali può pagarli in maniera proporzionata al proprio reddito. Sostanzialmente, spiega De Bortoli, il centro ottico determina, in base ad alcuni parametri contenuti in specifiche tabelle, qual è il prezzo da pagare in relazione al proprio indicatore Isee, scegliendo tra i marchi presenti in negozio che spaziano dalla fascia media arrivando anche a quella alta. Il che significa poter acquistare un prodotto che fa vedere bene senza dover per forza sacrificare aspetti come la valorizzazione del proprio aspetto, il comfort e la leggerezza. «Già fare commercio in modo tradizionale è complesso oggi, farlo nel terzo settore lo è tre volte di più perché abbassando i margini non è semplice stare a galla: c’è una missione dell’anima sotto - commenta a b2eyes TODAY il professionista lombardo – A livello di gestione, poniamo un’attenzione particolare a condizioni di difficoltà e ci orientiamo verso associazioni, cooperative, case famiglia, ma abbiamo un target trasversale: ciò ci permette di trovare le risorse per applicare i nostri criteri».
Il punto vendita impiega tre addetti ed effettua anche una serie di servizi, come controlli ottici e consegna a domicilio per chi è impossibilitato a recarsi in negozio, o le Giornate della vista presso i centri per anziani per fare manutenzione e riparazione gratuita delle occhiali, inoltre si avvale di traduttori per stranieri. Vediamoci Solidali è un po’ la punta dell’iceberg di un progetto più ampio «di permacultura urbana, ossia che punta a rinnovare il modo di operare e a trovare strategie utili per diventare il più ecosostenibili possibili ,nel settore dell’ottica - spiega ancora De Bortoli – Questo percorso coinvolge sia la fornitura di occhiali, che selezioniamo in modo accurato verificando che rispettino determinati criteri produttivi, sia i materiali di riciclo ed ecocompatibili con cui è stato fatto in autocostruzione il punto vendita, ma anche le risorse energetiche utilizzate, che sono a bassissimo impatto, e lo smaltimento dei residui della lavorazione soprattutto delle lenti, che realizziamo in casa, gestiti in modo ecologico: un aspetto su cui vogliamo sensibilizzare anche gli altri ottici, attraverso un ulteriore specifico progetto in collaborazione con BluNava, azienda che produce sistemi di filtraggio per i centri ottici». 
Tra i piani futuri della cooperativa c’è anche quello di avviare un percorso formativo in ottica a inserimento di categorie protette, come soggetti affetti da dislessia, discalculia, problemi di apprendimento, per cui sono state avviate le pratiche per l’accreditamento regionale. «La nostra idea è poter fornire una didattica il più possibile fruibile a queste persone e in seguito di inserirle nel nostro negozio, per poi magari aprire altri punti vendita improntati a questa filosofia», conclude De Bortoli.
N.T.