Un 2025 difficile, ma non negativo. E un 2026 non tanto all’insegna dell’ottimismo, quanto soprattutto della resilienza. Con un grande bisogna di stabilità, che in passato riguardava soprattutto la politica interna, mentre oggi vale in particolare a livello internazionale. «Non abbiamo tanto timore della competizione tra aziende, quanto di ciò che succede al di fuori del sistema imprenditoriale - ha affermato Lorraine Berton, presidente di Mido e di Anfao, alla conferenza stampa del 28 gennaio, presso la Fondazione Feltrinelli di Milano, in cui ha spiegato come l’anno appena trascorso avrebbe potuto trasformarsi in una vera e propria catastrofe, non per un cambiamento del mercato, ma per una “follia politica”. «Di fronte all’introduzione dei dazi statunitensi le aziende dell’occhialeria hanno reagito mettendo in discussione i propri margini, rivedendo i business plan e anticipando le consegne prima del 6 luglio, data di entrata in vigore delle nuove misure, senza sapere cosa sarebbe accaduto successivamente. Fortunatamente anche i distributori statunitensi ci sono venuti incontro», ha detto ancora Berton, ricordando il calo dell’export verso il primo mercato dell’eyewear italiano, gli Usa appunto, pari al 34% tra gennaio e ottobre 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno presente, con conseguente perdita di quota di mercato, scesa dal 22% al 15%.
Guardando al 2026, Berton ha sottolineato come il settore si trovi ancora in mezzo a uno tsunami, ma ha espresso fiducia a partire da dopo la primavera. «I nuovi accordi internazionali con Mercosur e India aprono prospettive interessanti anche per le piccole e medie imprese. Tuttavia non esistono veri e propri mercati emergenti, perché l’occhiale made in Italy è già presente in tutti i mercati», ha affermato la presidente di Mido, ricordando l’importanza del “cuore” del sistema, Anfao, grazie ai suoi funzionari, alle aziende che vi fanno parte e al Cadore. «È un distretto in cui le imprese si parlano, si contaminano e quindi si aiutano: una vera e propria comunità, fatta di grandi e piccole realtà, che crea una rete importante», ha sottolineato Berton.
Alla conferenza stampa, moderata dalla conduttrice televisiva Mia Ceran, è intervenuta Giovanna Botteri, che ha evidenziato come l’occhiale sia sempre più un simbolo. «Gli occhiali da sole recentemente indossati da Emmanuel Macron hanno ulteriormente rafforzato questo ruolo, ora persino in politica estera - ha detto la giornalista televisiva, salendo sul palco con una montatura simile a quella portata dal presidente francese al Forum di Davos - L'occhiale è un simbolo di resilienza e di qualcosa che appartiene a tutti. Va da sé che l’allargamento dei mercati grazie ai recenti accordi con Mercosur e India rappresenta un’opportunità da cogliere senza paura, guardando avanti non solo a uno o due anni, ma a un orizzonte di dieci o vent’anni: un oggetto simbolico che può diventare una sfida per portare nel mondo valori condivisi, con un approccio improntato all’ottimismo».
Se l’export nel 2025 ha fatto segnare alti e bassi, tra Stati Uniti ed Europa (nelle tabelle sopra), il mercato interno, alla luce dei dati NIQ GfK, «ha mostrato una complessiva tenuta, confermandosi un elemento di stabilizzazione per il settore in un contesto internazionale più complesso», spiega una nota di Anfao. Il sell out ha raggiunto un valore di circa 3,1 miliardi di euro, con una crescita del 2% a valore tra gennaio e ottobre rispetto allo stesso periodo del 2024, con l’oftalmica che si conferma centrale, rappresentando oltre il 50% del valore complessivo del canale ottico nazionale. «Le vendite di lenti hanno mostrato una crescita positiva, pur con un rallentamento nel bimestre settembre-ottobre, a fronte di una maggiore attenzione al prezzo da parte del consumatore: in particolare, le progressive registrano un incremento sia a volume sia a valore, mentre le monofocali evidenziano una dinamica più contenuta, con una riduzione del prezzo medio - precisa il comunicato - In generale, il preconsuntivo 2025 è previsto in linea con questa tendenza, sostenuta dalla domanda legata alla vista, che continua a rappresentare un driver strutturale per il settore dell’occhialeria».
Durante la conferenza stampa Massimo Barberis, vicepresidente Anfao e alla guida del Gruppo Lenti dell’associazione, ha ricordato come lo scorso anno il business dell’oftalmica in Italia abbia registrato una leggera crescita, nonostante una generale contrazione dei consumi. «Un elemento determinante è rappresentato dal tasso di rotazione dell’occhiale: se i consumatori ritardano l’acquisto successivo, è inevitabile un lieve calo dei volumi, che può essere accompagnato però da un incremento del valore - ha detto Barberis - Ed è quanto è successo nel 2025 sul canale ottico nazionale, andando quindi a incidere sia sul segmento oftalmico sia su quello delle montature da vista» (nella foto, da sinistra, Mia Ceran, Lorraine Berton e Giovanna Botteri alla conferenza stampa di presentazione di Mido 2026).
Angelo Magri