Strigiotti: la “rivoluzione” di Essilor nelle monofocali

Dopo il lancio presso i centri ottici partner sul territorio nazionale a metà settembre, debutto pubblico al Congresso di Monopoli per Eyezen Start, monofocale, senza supporto accomodativo, che gestisce la provenienza della luce

«Tra maggio e agosto scorso abbiamo individuato dieci ottici italiani molto preparati dal punto divista tecnico, alcuni già clienti della nostra azienda e altri no: hanno proposto ai loro portatori di provare Eyezen Start e successivamente hanno redatto un questionario, dal quale è emerso che tutti i clienti finali avrebbero scelto questo prodotto rispetto a una lente monofocale tradizionale – dice a b2eyes TODAY Luca Strigiotti (nella foto), direttore generale di Essilor Italia - Inoltre i professionisti della visione interpellati erano di fatto concordi nell’affermare che una lente così prima non esisteva: del resto, non siamo di fronte a una monofocale a supporto accomodativo, categoria in cui rientrano ad esempio le nostre Eyezen Boost. La tecnologia DualOptim, alla base di Eyezen Start, gestisce infatti la luce divergente, ottimizza le porzioni periferiche e in basso della lente, garantendo precisione visiva in ogni direzione di sguardo: in sostanza è una lente sferica che però si comporta come una lente asferica». Secondo il pay off della campagna pubblicitaria, Eyezen Start si rivolge al target degli under 39. Prescrivibile per tutte le tipologie di ametropi, quanto più l’attività del potenziale portatore è catalogabile come attività da ufficio tanto più questa lente garantisce un beneficio visivo, grazie anche a un range di poteri molto ampio, che nell’alto indice va da +13 D a -18 D, con cilindro fino a 6 diottrie. Per Essilor Italia il mondo delle lenti progressive rimane centrale, ma, secondo Strigiotti, l’innovazione si fa anticipando i tempi. «Oggi la miopia è un fenomeno crescente, soprattutto tra i giovani, sempre più digital e che quindi lavorano insistentemente sul vicino - sottolinea il manager - Con Eyezen Start completiamo l’offerta, non parlando di presbiti bensì di portatori, soprattutto di una fascia più bassa di età, che hanno specifiche esigenze proprio sul vicino».
A.M.

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