Edema corneale da lac sclerali e controllo miopia: al centro del Summit di Roma

Sono stati due dei temi più significativi e attuali emersi al convegno interdisciplinare sulla contattologia specialistica, che dall’8 al 10 novembre ha visto la partecipazione di 42 relatori da tutto il mondo e 250 partecipanti, il 70% internazionali, provenienti da 31 paesi

«Le evidenze scientifiche sono contrastanti sull’edema corneale causato dalle lenti sclerali. Modelli teorici hanno dimostrato che alcune lenti sclerali possono ridurre l’apporto d’ossigeno alla cornea e quindi causare ipossia. Gli studi clinici hanno evidenziato che un ridotto apporto di ossigeno non ha provocato ipossia corneale. Jan Bergmanson ha revisionato la letteratura scientifica e ha dimostrato che il livello di ipossia dipende da vari altri fattori non presi in considerazione nei modelli teorici. Ha, infine, concluso che osservando solo l’apporto di ossigeno potremmo aver semplificato troppo la scienza. Inoltre, ha analizzato gli studi sull’effetto della lente sclerale sulla pressione intraoculare e ha dimostrato quanto la metodologia utilizzata sia inadeguata, come per esempio l’uso dei tonometri che attualmente sono calibrati per la cornea e non per la sclera». Così Daddi Fadel, organizzatrice, insieme a Mindy Toabe, dell’International Summit of Specialty Contact Lenses di Roma, sintetizza a b2eyes TODAY uno degli argomenti che hanno maggiormente coinvolto i delegati.

«Si è poi discusso dell'elevata prevalenza di miopia e della rapida progressione della miopia nei bambini, in particolare nelle regioni dell'Asia orientale, che hanno portato alla popolarità dell'ortocheratologia per il controllo della miopia - aggiunge Fadel - Mentre esiste una forte correlazione tra i cambiamenti nell'errore di refrazione e l'allungamento assiale nei bambini che portano occhiali a visione singola, questa correlazione è assente nei bambini che indossano lenti ortho-k dove la cornea viene rimodellata. Quindi, dopo il trattamento con ortho-k, l'allungamento assiale è comunemente usato per monitorare la progressione miopica. La lunghezza assiale, misurata dalla superficie corneale anteriore alla retina, è la somma della lunghezza del segmento anteriore, cioè spessore corneale centrale (CCT) più profondità della camera anteriore (ACD) più spessore della lente cristallina (LT), e della profondità della camera vitrea. In ortho-k i CCT e la curvatura corneale centrale si appiattiscono dopo l’uso delle lenti a contatto».

Secondo Pauline Cho, ciò ha portato ad alcune preoccupazioni sul fatto che la misurazione della lunghezza assiale potrebbe essere sottovalutata a causa di uno "spostamento indietro" o "appiattimento" dell'ACD dopo ortho-k. Al simposio romano Cho ha poi evidenziato le prove a supporto della validità dell'utilizzo di misurazioni della lunghezza assiale per monitorare la progressione della miopia in ortho-k (nella foto, da sinistra, Fadel e Toabe).
(red.)

Lenti a contatto