Conoscere la storia fortifica anche la professione

Suggestivamente racchiusi in due teche piramidali, i pezzi della collezione di Arnaldo ed Elda Chierichetti, ora in mostra permanente all’Università di Milano-Bicocca, rappresentano un filo che ricollega al passato: non averne conoscenza rende l’uomo, e l’ottico, del presente più debole, mentre esserne consapevole aiuta a mettere in prospettiva il quotidiano

“Langdon seguì con lo sguardo il suo spigolo, fino alla punta, che distava meno di due metri da terra. E laggiù direttamente sotto il vertice c’era la seconda minuscola struttura. Una piramide in miniatura. Alta meno di un metro, era la sola struttura di quel colossale complesso che fosse stata costruita in una scala così piccola”.

Nelle ultime due pagine del suo libro più famoso, Il Codice da Vinci, lo scrittore americano Dan Brown cita, e descrive, il simbolismo esoterico tra le due piramidi, la Pyramide Inversée, ossia l’unione tra la donna e l’uomo, che altro non è se non il Santo Graal. Da tempo la forma piramidale a base quadrata è indicata, dalla letteratura, come un simbolo massonico.

Anche senza il fascino iniziatico dell’arcano occulto, le due teche piramidali dedicate alla collezione Chierichetti, che l’Università Bicocca di Milano ha sapientemente posto nella galleria sospesa e finestrata tra gli edifici Atlas e Quantum, soffondono un sottile richiamo a una visita a quanti, incuriositi, dalla sottostante piazza della Scienza alzano lo sguardo. Lo spazio, ora permanente, è il primo nucleo del Museo Diffuso che si sta organizzando.

Ho avuto il piacere di conoscere e incontrare più volte Elda Chierichetti, quando era ancora attiva nel suo storico negozio di Porta Romana. Con fondato orgoglio mi aveva più volte mostrato i pezzi più rari della collezione, indugiando nei racconti, conoscendo la mia passione per la storia della professione. È una sottile emozione riconoscere negli strumenti esposti il timbro dei suoi detti, quanto lo è ascoltare che oggi un prestigioso ateneo milanese intende salvare ed esporre raffinati passi della costruzione del nostro presente.

La storia è il campionario delle nostre vite che non fornisce insegnamenti ma una collezione di precedenti da seguire o evitare. Come la letteratura, la storia è un moltiplicatore di esperienze. Non conoscere la storia rende l’uomo del presente più debole, conoscerla permette di mettere in prospettiva il quotidiano.

A Milano abbiamo vissuto anche gli anni dell’unica esperienza nazionale di Ottica Industriale all’Itis Galileo Galilei, avviata nel secondo Dopoguerra: è corroborante pensare che possa iniziare anche la stagione del salvataggio di quelle macchine, oggi chiuse e impolverate in un magazzino.

Sergio Cappa

Professione