Ottica Caradonna: un evento sensoriale per esprimere 30 anni di valori

Il centro ottico di Modugno, in provincia di Bari, ha organizzato con il sostegno di Hoya, Bausch + Lomb e Schalcon Omisan una mostra tattile, ospitata in negozio dal 28 dicembre al 4 gennaio, e un workshop conclusivo: un progetto con cui ha voluto celebrare tre decenni di attività, proponendo ciò in cui crede e veicolando un messaggio di inclusività

L’arte, come la bellezza, ha davvero valore soltanto quando è accessibile a tutti. Partendo da questa convinzione Ottica Caradonna ha dato vita a Sensocrazia-emozione oltre la vista, con cui ha voluto festeggiare i 30 anni di attività in maniera non fine a sé stessa, bensì con la volontà di lanciare alcuni messaggi precisi. «Fare l’ottico, oggi, significa diventare un punto di riferimento di valori, non semplicemente di prodotti, che puoi esprimere non solo svolgendo bene il tuo lavoro, ma anche attraverso qualcosa di diverso, come un evento sensoriale - spiega a b2eyes TODAY Nico Caradonna - L’idea di questo progetto è scaturita dall’osservazione del nostro pubblico: ci siamo resi conto che in tutti questi anni le persone si sono rivolte a noi non solo per risolvere un problema legato alla visione con l’acquisto di un occhiale, ma anche per trovare risposte a dubbi o paure, riconoscendoci come un interlocutore fidato sul territorio: per questo abbiamo pensato di coinvolgerle in una situazione che va al di là del nostro mondo. L’intento è stato sensibilizzare sulla condizione dell'ipovisione e della cecità. La logica inclusiva è emersa chiaramente visitando la mostra: abbiamo voluto ribadire come sia importante che tutte le persone abbiano la possibilità di godere della bellezza dell'arte, la quale parla ai sensi e invita ciascuno a viverla in modo aperto e condivisibile».

Per celebrare l’importante anniversario sono stati scelti dunque proprio i sensi e il linguaggio artistico, «un leit motiv che porto avanti dal 2013 con MyPerception - prosegue Caradonna - Ho voluto riprendere il discorso facendo però qualcosa di nuovo, ovvero una rassegna tattile: l’aspetto vincente è stato il fatto di essere rivolta veramente a tutti, normovedenti, ipovedenti e non vedenti». In esposizione, dal 28 dicembre al 4 gennaio, le versioni tridimensionali di alcune opere di De Chirico, Escher, Hokusai, Magritte, Mondrian e Munch, accompagnate dalla scritta “si prega di toccare”, per stimolare tutti, anche i visitatori normovedenti, a provare l’esperienza di “vedere con le dita”, bendati con delle apposite mascherine nere. Accanto a queste, pure due sculture di Gaetano Stella raffiguranti i volti di un bambino felice e di uno sofferente. «Per legare la nostra realtà a quella dei partner del progetto, Luciana Montrone e Onofrio Romagno di Tiche Studio, associazione che realizza mostre tattili e riproduce opere d'arte in 3D, mi sono inventato due montature rappresentative di queste due emozioni utilizzando degli occhiali che avevo in negozio e reinterpretandoli attraverso l’applicazione di elementi tridimensionali», aggiunge il professionista pugliese.

Oltre alla mostra, Ottica Caradonna ha inoltre organizzato, per la giornata conclusiva, un laboratorio con i Lego Brick e uno di disegno con bassorilievi, tenuti da due istruttori non vedenti e aperti a 12 persone: nel primo i partecipanti, una ragazza cieca e 11 normovedenti bendati, tra cui diversi bambini, hanno dovuto ricreare una struttura in maniera speculare, mentre nel secondo si sono cimentati nel riprodurre su una tavoletta un’immagine partendo da un bassorilievo. 

«Ritengo che l’obiettivo sia stato centrato: non solo tutti, a prescindere dalla condizione visiva, hanno partecipato in maniera inclusiva, ma grazie al passaparola si sono avvicinate anche tante persone che non sono nostre clienti. L’affluenza è stata alta e questo per me è un dato importante, perché vuol dire che intorno a Ottica Caradonna, quando organizza qualcosa, si crea movimento e la gente reagisce - commenta Caradonna - Ho anche apprezzato il fatto che abbiano aderito, in forme diverse, una serie di partner come la Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto di Bari, l’Istituto educativo e riabilitativo per videolesi Gino Messeni Localzo di Rutigliano, il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità della Regione Puglia e la Sezione di Bari dell'Unione italiana dei ciechi e ipovedenti. Inoltre, hanno supportato il progetto, che non aveva alcun obiettivo dal punto di vista commerciale, tre aziende del settore, Hoya, Bausch + Lomb e Schalcon Omisan, le quali ci hanno dato una mano fondamentale nel realizzarlo, condividendo i nostri valori e dimostrandosi sensibili anche su tematiche che toccano direttamente la società e il territorio. Per me, che in primis valuto l'aspetto umano nella scelta dei partner professionali, sicuramente è stata una bellissima conferma che nel mondo dell'ottica italiana ci sono operatori attenti a iniziative come queste».

Analizzando quanto le persone nei giorni successivi hanno scritto e detto riguardo all’evento, da cui si sono sentite molto coinvolte, Caradonna ha capito che l'idea di realizzare qualcosa di diverso attraverso la leva delle percezioni è stata una decisione corretta. «Su questa via, come già è accaduto di recente per la presentazione del nostro calendario, sicuramente programmeremo altre attività: probabilmente siamo in un momento in cui la gente ha bisogno di fare cose concrete e di vivere le proprie sensazioni anche in un contesto in cui normalmente ciò non accade - conclude Caradonna - Su questo piano, il rinnovo del punto vendita completato l'anno scorso, la scelta di creare uno spazio non strettamente legato ai canoni ai quali siamo abituati per un negozio di ottica, per quanto riguarda i colori e il rigore formale, da cui mi sono allontanato senza perdere di vista la professionalità, si è rivelata giusta per il mio territorio e la mia realtà: desidero ringraziare tutti coloro che ci hanno dato fiducia sul fatto che si potesse sperimentare e allo stesso tempo ci hanno dato la motivazione per continuare a farlo, partecipando attivamente» (nella foto di Ernesto Daddario, da sinistra: Nico Caradonna, Luciana Montrone e Onofrio Romagno). 

Nicoletta Tobia

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