Safilo, a Longarone la produzione diventa nichel free

Il gruppo padovano ha inaugurato il 23 novembre scorso i nuovi processi produttivi nello stabilimento in provincia di Belluno, il più grande dei quattro italiani situati in Veneto, Friuli e Lombardia, che occupa circa mille addetti ed è in grado di gestire in modo end-to-end l’intero ciclo di realizzazione dell’occhiale, confermandosi all’avanguardia tecnologica nel trattamento delle superfici metalliche

A fronte di un investimento in ricerca e sviluppo e nuove tecnologie che negli ultimi due anni, come dichiara Safilo, ha raggiunto i 5 milioni di euro, di cui quasi 1 milione investito sui trattamenti galvanici di superficie per garantire standard di eccellenza del prodotto, l’innovazione e la certificazione dei processi di produzione “nichel free” sono i traguardi più recenti di una serie di iniziative di sviluppo attuate nel sito produttivo di Longarone e che riguardano sostenibilità, impatto ambientale e sicurezza. Tra queste il recupero dei metalli preziosi, il riutilizzo delle acque industriali, la riduzione di emissioni di Co2 nell’ambiente, il miglioramento degli indici di rischio e della sicurezza per i lavoratori.

A due anni dall’avvio delle prime sperimentazioni in laboratorio sul “nichel free”, Safilo è stata in grado di «sviluppare processi galvanici esenti da nichel e cianuri liberi, oggi pienamente validati e attivi su tutte le linee di produzione, dall’occhiale high-end al prodotto di segmento premium e contemporary – si legge in una nota del gruppo di eyewear - Grazie alle nuove tecnologie di processo galvanico, gli occhiali in metallo prodotti ora a Longarone presentano le medesime caratteristiche di brillantezza, resistenza a usura e corrosione anche in assenza di trattamenti al nichel. Attraverso un attento e puntuale controllo effettuato regolarmente dal nuovo laboratorio interno, rinnovato anch’esso per ospitare le più innovative tecnologie, Safilo è in grado di applicare ai processi di coating standard qualitativi spesso migliorativi e più̀ rigorosi rispetto alla normativa vigente». Eliminare l’uso di nichel nella galvanica decorativa è stato per Safilo un obiettivo di fondamentale importanza «per garantire la totale sicurezza di lavoratori e consumatori – aggiunge il comunicato - Pur essendo abbastanza modesto il contatto diretto con la pelle, anche gli occhiali rientrano tra gli oggetti che possono causare allergia da nichel. Inoltre, i sali di nichel utilizzati nei bagni di galvanica sono classificati come sostanze cancerogene per inalazione e quindi soggette a stringenti misure preventive e protettive durante la manipolazione per i danni ai lavoratori che ne possono derivare» (nella foto, da destra, Stefano Tomeo, plant director dello stabilimento di Longarone, Angelo Trocchia, ceo di Safilo, e Fabio Roppoli, chief operation officer di Safilo).

(red.)