Ottimi: 200 ottici a sostegno del made in Italy

Il consorzio, che ha debuttato nel settembre scorso e raggruppa alcune aziende italiane nei vari settori merceologici della filiera, ha già raggiunto un numero di punti vendita aderenti ritenuto soddisfacente dai promotori: l’obiettivo è incrementarli e coinvolgere altre realtà partner

Filab, Safilens, Tutornet e Ultralimited: sono loro gli attuali componenti di Ottimi, acronimo di OTTIca Made in Italy (nella foto, l’immagine di campagna). «Recentemente si è aggiunta Strativari-Linea Contact Group, società specializzata in arredi per negozi di ottica - dice a b2eyes TODAY Andrea Bernardini, presidente di Filab e di Ottimi - Ma sono soprattutto le crescenti adesioni dei centri ottici a darci soddisfazione: circa 200, che possono beneficiare nell’arco di un anno di una serie di servizi che vanno da quelli finanziari e di accesso al credito al visual merchandising, dal tutoring imprenditoriale alla consulenza normativa e commerciale, fino all’aggiornamento tecnico, per citare i principali».

Il meccanismo è semplice: in base al fatturato che realizza con i membri di Ottimi, ogni negozio aderente matura un numero di crediti utilizzabili per i suddetti servizi. «I fornitori sono tutti selezionati: in particolare nella formazione il panel è molto ampio e riguarda alcune tra le migliori realtà in ambito professionale, accademico e clinico, con opportunità formative in presenza oppure online e persino on demand, arrivando così a coprire l’intero territorio nazionale», ricorda Bernardini. Una volta iscritto, un centro ottico ha sei mesi di tempo per conoscere e valutare l’utilità delle opportunità messe a sua disposizione dal consorzio e i sei mesi successivi per fruirne.

«La nostra proposta è aperta a tutti i centri ottici italiani indipendenti, anche quelli appartenenti a gruppi, al di là che il gruppo di riferimento abbia stretto o meno accordi commerciali con le singole aziende aderenti al consorzio: anzi, le realtà della distribuzione associata, magari di piccole dimensioni, hanno la possibilità, se interessate, di siglare intese personalizzate con Ottimi - spiega al nostro quotidiano Daniele Bazzocchi, general manager di Safilens e consigliere del network - Lo scopo finale, infatti, è promuovere la filiera italiana dell’ottica, coinvolgendo tutte le imprese e i professionisti che ci credono: siamo perciò aperti ad altri potenziali partner nell’industria, con l’unica discriminante relativa ai settori merceologici già coperti. Nell’eyewear, ad esempio, c’è ancora spazio in base alla tipologia e al posizionamento delle montature offerte: l’importante è che siano società realmente made in Italy, come sede legale e proprietà».

A.M.

Corporate