Certottica: un seminario sulla burattatura, da arte empirica a processo scientifico

Il 12 gennaio scorso, presso la sede del gruppo di Longarone, una sessantina di partecipanti si sono confrontati per trasformare il futuro di questa fase di produzione degli occhiali ed esplorare modalità di definizione di standard d'eccellenza per l'intera filiera

Il seminario tecnico “La fase di burattatura: processo empirico o scientifico?” ha riunito oltre 60 rappresentanti delle più importanti realtà del distretto dell'occhialeria. «L’evento, svoltosi nell’ambito del progetto europeo InterWaste ha segnato un momento importante nel dibattito sulla standardizzazione di una delle fasi più delicate della produzione degli occhiali (nella foto) - spiega una nota degli organizzatori - Il seminario ha esplorato l’evoluzione della burattatura, tradizionalmente legata all'esperienza empirica, verso un modello governato da protocolli scientifici».

Come emerso dagli interventi tecnici, la criticità principale del settore risiede oggi nella soggettività della preparazione del processo e delle valutazioni post lavorazione. «L'analisi di questi aspetti viene fatta solo ed esclusivamente su una base visiva, senza alcun riferimento oggettivo», ha spiegato Alessia Amadio, responsabile del laboratorio chimico di CertotticaGroup, sottolineando la necessità di adottare parametri standard per ottenere risultati costanti e ripetibili.

Il pomeriggio di lavori ha permesso di approfondire i pilastri tecnici di tale trasformazione. «Alberto Boschetto e Luana Bottini dell’Università La Sapienza di Roma hanno illustrato come l’analisi dei flussi all'interno delle botti per la burattatura, attraverso i cosiddetti Bed Behavior Diagrams, permetta di identificare i moti ottimali per garantire un'efficace lavorazione - prosegue il comunicato - Parallelamente, Massimo Tabacchi di Pai Cristal ha presentato un protocollo innovativo volto alla standardizzazione dei risultati. Questo metodo consente di misurare oggettivamente parametri quali rugosità, gloss e brillantezza, oltre a valutare numericamente difetti come la "buccia d'arancia" (short wave), trasformando così la valutazione tecnica in un’opportunità concreta di controllo qualità. Infine, l'intervento di Uni, Ente di Normazione Italiano, ha illustrato nel dettaglio ed evidenziato le potenzialità della Prassi di Riferimento (PdR) come strumento agile per colmare le attuali lacune normative del settore e valorizzare protocolli e disciplinari per l'intera filiera».

L’evento ha confermato il ruolo di CertotticaGroup come Competence Hub multidisciplinare per il distretto. «Vogliamo dare una visione più scientifica e tecnica a questo processo, sperando di fornire uno spunto e un aiuto concreto alle aziende del settore dell'occhialeria», ha dichiarato Marco Calvi, research & innovation manager di CertotticaGroup, in apertura dei lavori. Un impegno ribadito dall’amministratore delegato, Corrado Facco. «La burattatura è un esempio di come l'eccellenza manifatturiera italiana possa evolvere attraverso l’innovazione scientifica - ha affermato il professionista - Attraverso progetti come InterWaste, dimostriamo inoltre che la normazione è il motore di un’innovazione capace di trasformare gli scarti industriali in valore economico e ambientale».

Al termine della sessione, i partecipanti hanno visitato i laboratori di CertotticaGroup, osservando da vicino le tecnologie e le analisi che supportano le aziende nel rispettare gli standard internazionali per il mercato globale.

A cura della redazione

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