Il 2020 sarebbe stato un bel numero...

Tondo, simpatico, anche familiare al nostro mondo. Purtroppo non è stato così e il dodicesimo Convegno su Aggiornamenti in contattologia e ottica oftalmica, in corso da ieri sul Virtual Congress Center b2eyes, quest’anno resterà un piccolo cameo in un grande disordine di date annunciate e poi posticipate o annullate. Così in un video Nicola Di Lernia (nella foto) ha introdotto i lavori dell’evento digitale, tratteggiando presente e futuro dell’ottica in Italia

«Il 2020 non ci ha ancora detto quanto ci costerà il Covid in termini economici. Ci troviamo di fronte a una montagna russa nei consumi tra chi potrà ancora e chi non potrà più. Il mercato ci offrirà a breve un quadro di vincitori e vinti estremamente crudo - ha affermato Di Lernia - L’ottica ha vissuto il suo rimbalzo tra giugno e luglio con un settembre soddisfacente quasi in grado di recuperare qualcosa al disastro di marzo-aprile. Il mercato oftalmico sta aumentando velocemente a valore, segno anche di una maggiore consapevolezza del pubblico verso un bene protettivo come l’occhiale da vista: protettivo per le nuove situazioni di vita e di lavoro e perché il tema salute è attualmente quello che ha a cuore la gente».

Di Lernia ha anche parlato degli effetti del sempre più diffuso smart working. «Da 500.000 smart worker in Italia siamo passati a più di 4 milioni - ha ricordato - Secondo una ricerca commissionata per il Progressive Business Forum 2020, molte persone tra i 45 e i 55 anni dichiarano apertamente di avere problemi evidenti nella postura e nella visione che provocano a fine giornata stress fisico e visivo. Le risposte del nostro mercato? Ci sono già state: lenti monofocali avanzate da vicino e intermedio e protezione dalla luce blu nociva ad esempio, oltre che ginnastica posturale e per gli occhi».

Quale futuro, dunque, almeno a breve-medio termine per la filiera dell’ottica? «Sulla scia di quanto ha detto Giuseppe Stigliano sempre al Progressive Business Forum, il nostro mondo non è fragile, ovvero in grado di rompersi, tranne che in una fascia marginale che non ha voluto fare alcunché, se non due occhiali al giorno - ha concluso Di Lernia - Noi abbiamo invece dimostrato di essere un mercato resiliente, abbiamo resistito all’urto di marzo-aprile e ci siamo risollevati con forza nei mesi successivi. Ora però dobbiamo fare tutti un passo in avanti, dobbiamo alzare l’asticella e diventare anti-fragili: non essere più vulnerabili ad alcun ulteriore focolaio o chiusura, diventare un mercato anticiclico a prova di crisi e offrire soprattutto soluzioni protettive, affinché la gente ne senta l’assoluta necessità a discapito di beni considerati invece voluttuari».

(red.)

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