Dall’orizzonte degli eventi all’evento (sulle progressive) all’orizzonte

“Io potrei viver confinato in un guscio di noce, e tuttavia ritenermi signore d'uno spazio sconfinato”, dice Amleto a Rosencrantz dialogando in una sala del castello di Elsinore, nell’atto secondo, scena seconda, del celebre dramma in cinque atti di William Shakespeare

E questo devono aver pensato anche le decine di scienziati che, collegando in sincrono al nanosecondo ed elaborando i segnali provenienti da 8 radiotelescopi sparsi sul nostro piccolo pianeta, hanno fotografato l’invisibile, riconfermando la teoria di Albert Einstein, cent’anni dopo: un buco nero supermassiccio, con una massa sei miliardi di volte il nostro sole e che potrebbe contenere l’intero sistema solare. Duecento ricercatori e più di sessanta istituti di ricerca sparsi nel mondo hanno composto l’algoritmo per combinare tutte le informazioni raccolte nella lunghezza delle onde radio, quelle che riescono a oltrepassare gas e polveri; scienziati e ricercatori guidati da Ciriaco Goddi, un astrofisico sardo di soli 42 anni, dal radiotelescopio di Atacama hanno osato l’inimmaginabile sino a fotografare l’“orizzonte degli eventi”, il confine oltre il quale tutto viene attratto, anche la luce. Qualcuno l’ha definita, al colmo dell’entusiasmo, la porta della casa di Dio.
Noi, nel nostro guscio di noce misoneista e provinciale, ancora ci interroghiamo sulla possibilità di sopportazione delle lenti progressive, una geometria oftalmica raccontata, spiegata, chiarita, illustrata, esposta e insegnata da anni. E aspettiamo ansiosi l’evento messianico organizzato da questa testata a Firenze il prossimo giugno, dove registrare, schedare, comprendere e percepire le sfumature dell’inudibile per tornare sereni la sera a casa con le certezze che attendiamo, ringraziando l’iniziativa del Forum e, forse, prescrivere la progressiva alla bisogna. Miseria e nobiltà, raccontava nel 1888 Edoardo Scarpetta.
Sergio Cappa