Bianchi: addio all’oculista che “insegnò” agli optometristi

Domenica scorsa il noto oculista si è spento improvvisamente all’età di 77 anni, colto da un malore durante un campus sul glaucoma in corso a Catania. Per molti anni era stato docente a Milano, prima al Galilei e poi all’Isso

Nato a Bergamo nel 1940, Costantino Bianchi (nella foto) ha esercitato la professione soprattutto a Milano. «Uno dei maggiori esperti di quella che può essere definita l’oftalmologia tradizionale, che ha attraversato la storia della pratica oculistica: un medico della vecchia scuola, di livello altissimo, di quelli che hanno imparato dai grandi maestri e hanno proseguito sulle loro orme - così lo ricorda a b2eyes.com il collega Luigi Mele - Era una persona sempre disponibile a dare consigli, ad aiutare i giovani, cosa rara e difficile oggi nel nostro mondo. Ci mancheranno i suoi insegnamenti, le sue belle relazioni fatte in tanti anni di partecipazione ai Congressi Soi. Ci mancherà tutto di lui». 
Durante il suo percorso professionale Bianchi è stato anche fondatore e direttore della rivista di microchirurgia oculare Viscochirurgia, dove ha lavorato, tra gli altri, con Vittorio Picardo e Antonello Rapisarda, entrambi profondamente toccati dalla perdita. «Costantino era il mio migliore amico, un uomo di grandissima cultura, non solo oftalmologica – afferma commosso al nostro quotidiano Rapisarda, che era con Bianchi nei suoi ultimi istanti di vita - Oltre che oculista è stato anche musicista, scrittore e sportivo. Ma soprattutto era un uomo giusto, corretto e critico. Soprattutto con se stesso».
Ma Bianchi non era noto solo nel proprio ambito, tra colleghi oftalmologi. «Tantissimi tra coloro che hanno studiato optometria a Milano l’hanno avuto come docente: Bianchi ha insegnato per lungo tempo, negli anni 70 al Galilei durante i primi corsi serali e, in seguito, all’Isso in via Soderini, soprattutto Patologia Oculare – rammenta Gianmario Reverdy, sottolineando di aver sempre avuto con l’oftalmologo un rapporto molto positivo - Non si è mai risparmiato nell’insegnamento ed è stato uno dei primissimi oculisti ad aver collaborato con il mondo delle scuole dell’ottica. Ha avuto sempre un atteggiamento di apertura e ha dato molto alla scuola».
N.T.

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