Un Mido a misura di ottico

La crisi e le scelte aziendali hanno privato questa edizione di Mido di alcuni espositori top nel padiglione delle lenti oftalmiche (Essilor, Hoya e Galileo su tutti), ma anche in quello del fashion (Sover, ad esempio). Ne ha inevitabilmente risentito lo spazio occupato, 40 mila metri quadrati netti, il 5% in meno del 2011 (nella foto un momento della scorsa edizione). Ma non l’entusiasmo di organizzatori e aziende presenti, che mai come quest’anno hanno deciso di investire su conferenze stampa, incontri ed eventi, in fiera e poi la sera nella città di Milano. Con un unico, grande obiettivo: coinvolgere maggiormente gli ottici.
Gi organizzatori appaiono ottimisti: a fronte delle assenze, ci sono diverse new entry, soprattutto realtà imprenditoriali nuove che hanno puntato proprio su questo Mido per il proprio lancio. «Auspichiamo una conferma dei numeri dello scorso anno, anche se, guardando alle altre fiere degli accessori moda, conclusesi nei giorni scorsi, sembra piuttosto difficile – dicono a b2eyes.com dalla segreteria organizzativa di Mido - Da sempre i visitatori stranieri ci sono fedeli, speriamo quest’anno in un incremento di quelli italiani, anche a fronte dei nostri sforzi per rendere Mido sempre più appetibile. È importante sottolineare che ciò che rende una manifestazione fieristica interessante è soprattutto la qualità di espositori e visitatori, più che il loro numero totale. Come Mido, quindi, ci teniamo ad avere visitatori qualificati, interessati, proattivi e funzionali al business».
Tra le novità del 2012 spiccano le partnership con le associazioni di ottici italiani e con le scuole «Mido ha contattato le associazioni di categoria degli ottici a livello locale, cioè le Assopto, le scuole superiori di ottica e le facoltà di Ottica e optometria per verificare che vi fosse la possibilità di collaborare per agevolare l’arrivo in fiera dei visitatori – spiegano gli organizzatori del salone milanese - Abbiamo trovato massima disponibilità e siamo riusciti a organizzare pullman soprattutto con le scuole, mentre, per quanto riguarda gli ottici, è necessario più tempo per l’organizzazione. Contiamo, comunque, che questa iniziativa possa essere replicata nelle prossime edizioni con maggiore respiro. In fiera abbiamo poi allestito al padiglione 22 l’OttiClub, uno spazio congressuale per incontri di approfondimento su tematiche legate all’ottica, con annessa una vera e propria area di accoglienza con spazi dedicati al business e al relax».
A.M.

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