Afragoli: chi strumentalizza le prove di dialogo con gli oculisti?

«Per cominciare a produrre qualcosa di concreto, avevamo preventivamenteproposto a Soi questo testo da strutturare come cartello da rendere visibilenei nostri studi – dice Andrea Afragoli a b2eyes.com - Durante l’incontroPiovella ha presentato, modificandone il testo ma lasciando l’intestazioneFederottica, una versione rivista da Soi e da me mai visionata prima delmedesimo cartello. Il testo contiene elementi a mio avviso del tutto estraneial contendere, che è il ruolo delle nostre categorie nei confronti dellepatologie oculari: ad esempio, la gestione del soggetto pediatrico anche inambito refrattivo. Quest’ultimo testo non è il nostro né è stato concordato oaccettato da me o da altri membri di Federottica».
Eppure qualcuno deve aver scattato una foto durante l’incontro e averlafatta circolare tramite WhatsApp riferendo che fosse invece la posizione diFederottica al riguardo, benché lo stesso Piovella abbia rimarcato che sitrattava di un errore l’intestazione apparsa. Un atteggiamento che Afragoliritiene ripugnante. «Ciascuno è libero di pensare di me e dell’associazione cherappresento ciò che vuole, ma a nessuno permetto di utilizzare per i proprifini di delegittimazione la menzogna – sottolinea Afragoli - Dal giorno del mioinsediamento sto cercando di promuovere il dialogo, sia all’interno dellacategoria sia nei confronti di tutta la filiera. È un compito enormementecomplesso, ma che fino a ora ho portato avanti instancabilmente. Questa cosaevidentemente dà fastidio. Meglio, per qualcuno, la logica dei muri a prescindere,la cultura del nemico e del “tutto e subito” che ha portato al “nulla perquarant’anni”. Sono stanco, amareggiato e deluso dai silenzi di chi non haproferito verbo in sala e ha atteso che tutto finisse per gettare il fieledella falsità sugli assenti. Però vado avanti per la mia strada e attendo chequalcuno si faccia avanti per dirmi direttamente ciò che pensa e non se ne stiarintanato al buio a tessere trame» (nella foto, da sinistra, Afragoli, Enrico Finzi e Piovella).
(red.)

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