E se Ray-Ban scomparisse dagli scontisti?

Tra le novità del 2018 potrebbe esserci il riposizionamento di prezzo al pubblico della nota marca di occhiali. Gli indizi iniziano a essere tanti

Tre indizi fanno una prova, diceva Agatha Christie. E su Ray-Ban ho iniziato a contare più di un movimento della casa madre che si indirizza al riposizionamento del brand sole, e conseguentemente vista, su una dimensione più alta e quindi inavvicinabile da chi oggi fa dell’occhiale una “civetta” a ricarico di molto sotto la media del settore. Il campanello è suonato dopo un’intervista a Leonardo Del Vecchio che ricordava la scommessa vinta su Ray-Ban negli Usa successivamente all’acquisizione del brand da Bausch & Lomb. Ray-Ban, asseriva Del Vecchio, era venduto sui 30 dollari e Luxottica lo portò a 70 dollari, patendo i primi due anni sulle vendite ma vincendo poi la sua scommessa. Qual è allora la nuova scommessa del Cavaliere sul mercato italiano, tanto piccolo per lui quanto infinitamente sensibile alle sue orecchie?
Dall’acquisizione di Salmoiraghi & Viganò, la più storica e grande catena di ottica italiana, la nuova proprietà ha radicalmente cambiato la propria politica commerciale. Nelle vetrine dei suoi negozi e sul web sono scomparse le innumerevoli campagne promozionali stagionali e continuative, mentre la politica Ray-Ban è quella di vendere l’occhiale a prezzo pieno, con esclusive di collezioni come Ferrari o ricercati optional introvabili altrove. La realizzazione sartoriale delle lenti Ray-Ban sia sul sole sia sul vista ha reso ulteriormente esclusiva l’offerta della collezione negli store Salmoiraghi & Viganò e ha consacrato i clienti retail aderenti al programma Stars come possibili rivenditori autorizzati ed esclusivi, seppure un gradino più sotto della catena di proprietà.
Se sommiamo quindi i punti vendita di Salmoiraghi & Viganò ai clienti retail Stars, all’e-commerce dedicato al brand e al pop up store monomarca (nella foto) recentemente avviato nel cuore di Milano, possiamo credere che le bocche da fuoco alternative al mercato generalizzato siano sufficienti per creare grandi numeri con un prezzo al pubblico dichiarato e confermato e con un’offerta esclusiva e non comparabile. Se succedesse tutto ciò, in pochi anni gli scontisti dell’ottica perderebbero il prodotto fresco Ray-Ban e sul breve sconterebbero solo le poche rimanenze, che con il tempo scomparirebbero. Sarebbe l’ennesima azione correttiva che solo un leader come Luxottica è in grado di fare. Alla faccia di chi trincera le proprie strategie parallele come una dura legge del mercato e del web.
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