Milano, la mission di Cbm in un’esposizione a cielo aperto

La sezione italiana dell’organizzazione umanitaria, che da 110 anni previene e cura la cecità nei paesi del sud del mondo, ha organizzato in via Dante la mostra fotografica “Blind Rwanda. Back to Light”, con l’obiettivo di raccontare, attraverso la forza e la bellezza delle immagini, il passaggio dal buio alla luce, dalla cecità alla vista

La mostra “Blind Rwanda. Back to Light” è all’interno degli eventi della settimana della disabilità indetta dal Comune di Milano ed è sostenuta da GrandVision Italy che, in qualità di main sponsor, affianca Cbm Italia Onlus a sostegno della campagna solidale “Fermiamo la cecità. Insieme è possibile”.
Visibile sino al 7 gennaio in pieno centro a Milano (nella foto), è un racconto fotografico in quattordici immagini per immergersi nel paese delle mille colline, il Rwanda, e conoscere la storia di François e Xavela, due bambini entrambi ciechi a causa della cataratta. Sei anni lui, otto anni lei, due villaggi a quasi trenta chilometri di distanza e due strade destinate a incontrarsi tra le corsie dell’Ospedale Oculistico Kabgayi, che Cbm sostiene in Rwanda, dove hanno ricominciato a vedere il mondo. «Il Kabgayi è l’unico ospedale nel paese specializzato in oculistica pediatrica - si legge in una nota congiunta della onlus e del gruppo retail - L’unità oculistica dell’ospedale è stata avviata nel 1993 da Cbm insieme alla diocesi di Kabgayi: qui ogni giorno arrivano, anche da molto lontano, centocinquanta persone con problemi alla vista e ogni anno l’ospedale accoglie e cura circa trentamila pazienti». Cataratta, glaucoma, lesioni alla cornea e retinoblastoma sono le patologie più diffuse e i bambini rappresentano circa un terzo dei pazienti.
(red.)