Certottica: una due giorni per ripercorrere la vita dell’occhiale

Il 14 e 15 gennaio scorsi Icone del territorio, viaggio studio tra il Bellunese e il Tirolo Orientale organizzato dal gruppo di Longarone, ha suggellato il progetto Opti Rail, che unisce la scienza per "rallentare il tempo" delle plastiche al restauro delle locomotive storiche

Creare ponti tra territori attraverso le icone del passato, l’innovazione scientifica e la conservazione. È questo l’obiettivo raggiunto dal viaggio studio "Icone del Territorio", la due giorni svoltasi il 14 e 15 gennaio, che ha visto una delegazione italo-austriaca impegnata in un percorso immersivo tra il Cadore, Lienz e il Longaronese. L’evento ha segnato la tappa conclusiva del progetto Opti-Rail, guidato da CertotticaGroup.

«La delegazione, composta da rappresentanti di Lienz e operatori culturali bellunesi, ha ripercorso l'intera vita dell'occhiale: dalla produzione artigianale visitata presso la Luxol a Lozzo di Cadore, il gruppo si è spostato alla Safilo di Calalzo per analizzare come i modelli storici, dagli anni 30 a oggi, reagiscono al tempo, fino alla visita al Museo dell'Occhiale di Pieve dell’Occhiale e alla mostra “Non siamo eterni”», spiega una nota congiunta degli organizzatori.

Ed è proprio sulla sfida della conservazione che il progetto ha portato i risultati più innovativi. Come spiega nel comunicato Alice Hansen, funzionaria della Sovrintendenza di Napoli, il campo del restauro delle materie plastiche quali nitrato e acetato di cellulosa «è ancora molto giovane e problematico». Questi materiali non sono nati per durare in eterno e presentano, già pochi decenni dopo la realizzazione, segni di degrado. «Grazie a Opti-Rail, CertotticaGroup ha lavorato per fornire strumenti metodologici e scientifici che oggi mancano, con l'obiettivo non di fermare il tempo, ma di rallentare il degrado e salvaguardare l'integrità di questi manufatti culturali importanti», spiega il comunicato.

Se il lato italiano si è concentrato sulle montature, il partner austriaco Associazione Amici della Ferrovia di Lienz ha lavorato sul restauro di un'altra icona: la locomotiva diesel 2043.49 del 1973. Un mezzo storico che percorreva le ferrovie dell’Osttirol e che, grazie al progetto, è stato oggetto di un ripristino non solo estetico ma anche meccanico e funzionale, per essere restituito alla comunità e ai turisti.

La due giorni si è conclusa a Longarone presso i laboratori di CertotticaGroup, hub di competenze del progetto, e con una visita simbolica alla Diga del Vajont. «Abbiamo analizzato occhiali storici per studiare metodologie che potrebbero ridurre l’avanzamento del degrado dei polimeri - dichiara nella nota Marco Calvi (nella foto) di CertotticaGroup confermando il successo dell'iniziativa - Il progetto si chiude così positivamente con l'idea di collaborare a nuove progettualità future, sia all'interno del Dolomiti Live sia in altri ambiti».

A cura della redazione

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