Safilo, nel 2023 è tornata a far cassa

Il free cash flow del gruppo con sede a Padova è passato in un anno da -16,5 milioni a 29,1 milioni di euro, con conseguente riduzione dell’indebitamento e della leva finanziaria: è uno dei risultati all’interno del bilancio consolidato relativo all’ultimo esercizio, approvato il 14 marzo scorso dal Consiglio d’amministrazione della società di eyewear

«Quello passato è stato soprattutto l’anno in cui il gruppo è tornato a una generazione di cassa positiva, la prima dopo molti anni», commenta Angelo Trocchia (nella foto principale), amministratore delegato di Safilo Group, nella nota al termine del Cda di giovedì scorso. Nel 2023 il flusso di cassa da attività operativa è aumentato a 47,7 milioni di euro, grazie a una generazione di cassa di 21,5 milioni di euro a livello di capitale circolante. «A questo risultato hanno contribuito in maniera particolare il decremento del magazzino e il buon andamento degli incassi, supportati anche dall’ottima performance, nel quarto trimestre, del business direct-to-consumer», precisa il comunicato. Anche il quarto trimestre ha contribuito, con una generazione di cassa positiva pari a 13,3 milioni di euro.

Trocchia ricorda, inoltre, che in un anno complesso come il 2023, «nel quale alle nostre sfide dirette si sono sommate quelle di un contesto geopolitico e macroeconomico teso e instabile, è stato per noi particolarmente importante raggiungere un livello di ricavi (nella tabella sopra) molto vicino all’ottimo risultato di vendita registrato nel 2022, quando la crescita rispetto al 2019 pre-pandemia era stata del 12%». Nell’anno le vendite organiche (la performance delle vendite organiche è a cambi costanti ed è calcolata sui marchi di proprietà e le licenze, non terminate, presenti in entrambi i periodi a confronto, ed esclude anche il business attribuibile al contratto di fornitura con Kering Eyewear, ndr) hanno registrato uno scostamento del -1,3%, «avvicinandosi ulteriormente al livello di ricavi raggiunto nell’esercizio precedente, nonostante i venti contrari rappresentati dalla perdurante debolezza del mercato nordamericano e dal calo di oltre il 60% del business realizzato nelle ex catene GrandVision - si legge ancora nella nota - Al netto di quest’ultimo effetto, la performance organica del gruppo è risultata in crescita dell’1,7%, grazie al buon andamento dei marchi propri, in particolare Carrera e Polaroid, in forte avanzamento per il secondo anno consecutivo, e Blenders, tornato in progressione dopo la fase di normalizzazione post-pandemia delle vendite nei canali online. Il 2023 ha continuato a evidenziare anche l’ottimo sviluppo di Smith nel canale direct-to-consumer. Tali dinamiche hanno consentito a Safilo di aumentare il peso sia del portafoglio dei marchi di proprietà, arrivati a rappresentare il 44% (percentuale sulle vendite, escluso il business attribuibile al contratto di fornitura con Kering Eyewear, ndr) delle vendite, dal 42% nell’esercizio precedente, sia delle vendite nei canali online, salite nel periodo al 16% del giro d’affari, rispetto al 15% nel 2022. Inoltre la performance organica dell’Europa, escluso anche l’effetto GrandVision, è stata pari a una crescita di circa il 7%, realizzata grazie alla buona progressione registrata dal business nei principali mercati dell’area, in particolare in Italia e Francia, dove il gruppo ha continuato a valorizzare le partnership commerciali attraverso lo sviluppo della propria piattaforma digitale You&Safilo».

«Il Nord America ha continuato a risentire della prudenza dei principali canali distributivi eyewear e di una stagione del sole non brillante, mentre in Europa l’incredibile lavoro svolto dai nostri team ci ha consentito di compensare efficacemente il calo del business nelle ex catene GrandVision, a ulteriore testimonianza della resilienza del nostro gruppo e della bontà di una strategia che vede i nostri clienti essere il focus di tutta l'azienda - commenta ancora Trocchia - Nel 2023 abbiamo dovuto riconsiderare il nostro assetto industriale alla luce di un portafoglio marchi e di segmenti di business non più aderenti al know how espresso dallo storico stabilimento di Longarone: il progetto è stato complesso, ma siamo riusciti a creare le condizioni per il miglior esito possibile, con la cessione del sito produttivo e la piena occupazione di tutti i suoi lavoratori, consentendo altresì la continuità di un importante know how settoriale. Nell’anno, siamo riusciti a rinnovare anticipatamente le principali licenze, da Kate Spade a Tommy Hilfiger, a Boss e Hugo a gennaio 2024, così come altre importanti partnership. Abbiamo inoltre siglato due nuovi accordi, con i marchi Etro e Stuart Weitzman, che si sono aggiunti a quello che è oggi un portafoglio licenze ricco e complementare, con una visibilità senza precedenti, di circa 6 anni. Una conquista per noi importantissima, che si è affiancata alla crescita solida e duratura dei nostri marchi di proprietà, un portafoglio quasi unico nell’industria, che nel 2023, a circa il 44% delle nostre vendite, ha progredito verso il nostro obiettivo di rappresentare, entro il 2027, oltre il 50%».

Dal punto di vista economico, la performance di Safilo ha fatto registrare «il significativo miglioramento della marginalità industriale lorda adjusted, vicina ai massimi storici del gruppo, che abbiamo deciso di reinvestire in quei progetti strumentali alla crescita dell’azienda nel lungo periodo - spiega ancora Trocchia - Nonostante le pressioni inflazionistiche e una leva operativa sfavorevole abbiamo dato pieno corso agli investimenti previsti nel nostro business plan, chiudendo l’anno con un margine Ebitda adjusted non lontano dalla marginalità registrata nel 2022, la migliore degli ultimi sette anni. L’utile netto adjusted è risultato invece in contrazione soprattutto a causa della rivalutazione delle opzioni sulle quote di minoranza». L’utile netto di gruppo adjusted, pari a 14 milioni di euro, ha registrato un calo del 76% rispetto al 2022, «influenzato in particolare dalla rivalutazione, già emersa in semestrale, della passività per opzioni sulla partecipazione in Blenders, in virtù dell’estensione della seconda e terza tranche delle relative opzioni put e call», ricorda il comunicato.

«Quello passato è stato soprattutto l’anno in cui il gruppo è tornato a una generazione di cassa positiva, la prima dopo molti anni», sottolinea l’ad di Safilo. Al 31 dicembre 2023 l’indebitamento finanziario netto di gruppo è sceso a 82,7 milioni di euro dai 113,4 milioni di euro al 31 dicembre 2022: la leva finanziaria è così scesa da 0,72x a 0,48x.

Nel quarto trimestre 2023 le vendite nette di Safilo «hanno fatto segnare la miglior performance a cambi costanti dell’anno, pari a una crescita del 2% (-2,4% a cambi correnti), mentre il miglioramento anche al netto delle vendite nelle ex catene GrandVision è stato del 3,6% - recita la nota - Il margine industriale lordo adjusted di Safilo ha continuato a migliorare nel confronto anno su anno, passando dal 56,7% al 59,5%, grazie soprattutto a un mix canale particolarmente favorevole, dovuto all’ottima progressione nel trimestre del canale direct-to-consumer. L'utile industriale lordo adjusted è stato pari a 142,6 milioni di euro, in crescita del 2,4% rispetto al quarto trimestre 2022. L’Ebitda adjusted è risultato pari a 16,5 milioni di euro e a un margine sulle vendite del 6,9%, in crescita rispettivamente del 3,8% e di 40 punti base rispetto allo stesso periodo del 2022 (nella tabella sopra)».

Safilo guarda al 2024 «con fiducia e auspichiamo che tanto le nostre sfide quanto le opportunità derivanti dalla continua crescita del portafoglio di marchi propri e di licenze core si inseriscano in uno scenario internazionale più stabile», conclude Trocchia.

(red.)

Fashion