Mido 2014, forse due treni per gli ottici italiani?

Cirillo Marcolin (nella foto) ricorda, inoltre, che l'investimento del treno, che ha portato all'ultimo Mido 600 persone, tra ottici e familiari, da tutta Italia, essendo partito da Roma e avendo fatto tappa a Firenze e a Bologna, è stato significativo. «Soprattutto in un momento come questo in cui il taglio dei costi sembra l'unico criterio per pianificare le future attività, ma è stata un'iniziativa che ha dato buoni frutti e che ha contribuito a rendere tangibile la nostra attenzione per gli ottici italiani, che rappresentano una parte significativa dei visitatori, i quali, anche a causa di un mercato molto in difficoltà, stanno attraversando un momento critico - afferma il presidente di Anfao e Mido - Non possiamo, tuttavia, dimenticare i visitatori esteri che sono sempre fedeli a Mido e che sostengono costi non certo esigui per arrivare e soggiornare a Milano, una delle città più care d'Europa e del mondo. Le formule per sostenere l'afflusso di visitatori sono innumerevoli e le stiamo valutando con attenzione, nei limiti ovviamente del budget e del livello di qualità che vogliamo garantire per la nostra manifestazione». Bisogna però aspettare ancora per conoscere le azioni con cui gli organizzatori intendono valorizzare il salone milanese. «Il Consiglio di amministrazione di Mido è stato eletto da pochi giorni e gli eletti si riuniranno presto per mettersi al lavoro, in vista del prossimo Mido e del relativo piano di promozione», spiega Marcolin.
Di certo, per ora, c'è la nomina del nuovo vicepresidente Mido, Giovanni Vitaloni: che non significa pieni poteri sulla mostra, ma qualcosa di più articolato. «Non è un segreto che le manifestazioni fieristiche, specialmente quelle leader a livello internazionale come Mido, hanno bisogno di fare un salto di qualità per mantenere l'attrattività e per continuare a essere strumenti utili al servizio delle aziende e degli operatori - precisa Marcolin - All'interno dell'associazione siamo tutti concordi nel ritenere che Mido debba diventare un brand, un marchio riconosciuto che sia a 360 gradi al servizio delle aziende e dei professionisti della visione, rivolgendosi, in determinati modi e tempi, anche al pubblico e apportando valore aggiunto al settore. Per seguire questa evoluzione di Mido servono energie, un impegno costante e dedicato e ci è sembrato che un vicepresidente ad hoc, con delega specifica, fosse il modo migliore per dare concretezza a questo percorso. Il primo esempio di questa nuova mission è stato l'Out of Mido, cui anche l'azienda di Vitaloni ha partecipato con entusiasmo, credendoci subito e investendoci risorse e idee. Nonostante non siano ancora state ufficialmente affidate le deleghe ai vicepresidenti di Anfao e ai Consiglieri di amministrazione di Mido, per quanto riguarda la fiera ho ritenuto importante poter contare sulla disponibilità di Vitaloni, in qualità appunto di vicepresidente Mido, a seguire le molteplici attività che saranno pianificate in futuro».
A.M.

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