Velati: con o senza la 4/2013 la nostra professione si dovrà collocare nell’ambito sanitario

Nel suo intervento alla tavola rotonda, organizzata sabato all’Hotel Savoia Regency, sede del 39° Congresso dell’Albo degli Ottici Optometristi, Giulio Velati (nella foto) ha provocatoriamente fatto un parallelismo. «Da quanto è emerso dall'intervento della rappresentante del ministero dello Sviluppo economico sembra che con la 4/2013 ci si potrebbe, ad esempio, professare optometristi sia con la laurea sia con la sesta elementare di una volta… - ha detto il presidente di Federottica – In realtà, una professione che ha a che fare con la salute del consumatore non può permettersi di consentire, a chi la voglia esercitare, di prevedere un iter formativo diverso da quello universitario ed essere collocata in ambito sanitario. Si tratta, comunque, di una normativa “orizzontale”, quindi vanno attentamente individuate le professioni che ne possono effettivamente essere coinvolte». Il numero uno di Federottica ha, inoltre, ricordato che il punto di partenza per l’associazione continua a essere quello schema, a suo tempo presentato dal ministero della Salute per l'approvazione del Consiglio Superiore di Sanità relativo alla riforma del profilo professionale della figura unica e autonoma, sanitaria, dell’ottico optometrista laureato. «In attesa dell'approvazione da parte del Consiglio Superiore di Sanità, ricordiamo che questo tipo di figura professionale è in linea con quanto già è presente nella maggior parte dei paesi europei, a eccezione di Regno Unito, Irlanda e Olanda, le uniche realtà in cui la figura è doppia», ha sottolineato Velati.
L’altro aspetto determinante sono i quasi 90 anni sulle spalle del Regio Decreto che ha istituito la figura professionale dell’ottico, come ha ricordato durante la tavola rotonda Alessandro Borghesi, coordinatore nazionale dei corsi di laurea in Ottica e Optometria. «Alla luce di come si è evoluta la nostra professione, non possiamo più essere vincolati addirittura a un Regio Decreto del 1928 – ha confermato Andrea Rattaro, presidente dell’’AdOO – Non vogliamo assolutamente nuove professioni ma un upgrade di quella dell'ottico che assumerebbe la denominazione di ottico optometrista, continuando sulla strada che abbiamo intrapreso per poter lavorare con tranquillità, ricordandoci che sempre più spesso siamo noi i primi interlocutori verso i quali si rivolge l’utente finale per i problemi legati alla visione e che la nostra area di competenza è nel campo sanitario».
A.M.

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