Treviso, gli occhiali al potere

Si è aperta ieri presso il Museo Diocesano della città veneta un’esposizione che rimarrà in programma sino al 3 giugno, con oltre un centinaio di montature appartenenti a collezioni private di varie parti del mondo

Oltre 30 dipinti, stampe, pubblicazioni storiche raffiguranti gli occhiali e circa 120 esemplari esposti, in cuoio, oro, corno, cartapesta, fanone di balena, risalenti a epoche diverse, appartenuti a grandi personaggi e provenienti da diverse collezioni, tra cui quella, molto ricca, di Ottica Vascellari. Sarà questo il patrimonio messo a disposizione dei visitatori dalla mostra (nella foto, la locandina) curata dall’architetto Lucia Maria Benedetti, che ha ricercato pezzi pregiati da collezionisti appassionati provenienti da varie parti del mondo e sensibilizzato giovani studenti per l’attività di ricerca, allestimento e traduzione dei testi. 
«Il titolo “L’occhiale al potere-Dal Rinascimento a Andy Warhol” fa riferimento al ruolo che l’occhiale ha fin da subito rappresentato, ovvero un simbolo sociale legato al potere – si legge in una nota del Centro Guide Turistiche, che gestisce l’apertura e la visita del Museo Diocesano di Treviso da circa otto anni - Sono esposti, ad esempio, quelli appartenuti al doge Alvise IV Mocenigo, che hanno ancora l’elegante custodia dipinta con lo stemma dogale, e quelli dello Shogun Tokugawa Ieyasu, vissuto nel 1600 e fondatore della città di Edo, l’attuale Tokyo, un pezzo unico ed eccezionale in tartaruga». C’è persino un incunabolo con la prima rappresentazione di un occhiale sulla carta stampata, un’acquaforte di Rembrandt, un occhiale incastonato nella copertina di un Vangelo, un occhiale indiano del 1700 in corno con scolpiti due elefanti, un’acquaforte tratta da un dipinto del Guercino ritraente un vecchio con occhiale. E, ancora, occhiali protettivi dei ricercatori di perle e degli eschimesi, per arrivare al vetro da Dama o da Gondola e agli occhiali da indossare sotto il berretto o la parrucca. «Non poteva mancare un tributo ad Andy Warhol e Le Corbusier, che degli occhiali hanno fatto il loro segno distintivo - conclude il comunicato - Questi ultimi sono stati riprodotti da un giovane stilista e i visitatori potranno indossarli».
(red.)