Il cliente di progressive e l’ottico: buon rapporto, ma su due punti può fare meglio

Lo evidenzia un sondaggio online commissionato dall’editore di questa testata e presentato domenica scorsa a Firenze alla folta platea del Business Forum

«In un contesto positivo, in cui i clienti si dichiarano soddisfatti della propria esperienza di acquisto e del prodotto che hanno acquistato, emergono alcuni punti da tenere in considerazione: il canale online risulta ancora piuttosto marginale per l’acquisto di lenti progressive, mentre l’ottico detiene il ruolo di attore principale nel consigliare la lente, nel fornire indicazioni circa la sua manutenzione e il suo utilizzo, nel fidelizzare i clienti al riacquisto presso il medesimo punto vendita». È quanto si evince dalle risposte dei 504 italiani over 45 intervistati, uomini e donne, che negli ultimi sei mesi hanno acquistato un paio di occhiali con lenti progressive.
«I dati raccolti mettono in evidenza due aree passibili di miglioramento: da un lato, il tema pricing, che risulta essere superiore rispetto alle aspettative di più del 50% dei clienti finali, quando sollecitati sull’argomento; e, dall’altro, il fatto che solo 1 ottico su 3 fornisce un servizio di customer care post vendita, area che potrebbe essere implementata in virtù della fidelizzazione dei clienti», si legge nelle sintesi dei risultati del sondaggio, commentati sul palco dell’auditorium del Palazzo dei Congressi da Nicola Di Lernia e utilizzati come spunto di riflessione anche nelle tavole rotonde della giornata di lavori a Firenze.
Se dunque il 93% degli intervistati si dichiara molto o abbastanza soddisfatto dell’esperienza d’acquisto dell’occhiale con lenti progressive, il 58% ha tuttavia dichiarato che il prezzo finale era più alto di quello che aveva in mente e solo il 31% di essere stato contattato dopo l’acquisto per sapere dell’adattamento dell’occhiale (nella foto, una delle slide del sondaggio presentate al Progressive Business Forum).
A.M.

Professione