Brescia, il Centro non Vedenti a rischio chiusura

Il servizio, attivo fin dagli anni 70, potrebbe essere sospeso nel 2018 per problemi burocratici, ossia un cambio di competenze fra Provincia e Regione

Centoquaranta ragazzi seguiti, 120 scuole coinvolte, consulenze e interventi in classe con personale specializzato, trenta dipendenti: il Centro non Vedenti di Brescia affianca scuole e famiglie per l’inserimento e la piena integrazione di non vedenti e ipovedenti con strumenti di ogni genere, dal computer ai libri. Un passaggio di competenze sulle disabilità sensoriali dalla Provincia alla Regione, che non riconosce la natura giuridica ibrida del centro, associazione pubblica nata per iniziativa di Comune e Provincia, potrebbe però portarlo alla chiusura.
«Le linee guida vanno benissimo per un territorio dove non esisteva nulla, ma dove già era attivo un servizio che dagli anni 70 funziona e funzionava, è chiaro che bisogna ascoltare anche chi ha costruito questo tipo di percorso», commenta Piero Bisinella, presidente del Centro non Vedenti, ai microfoni di Tg3 Regione Lombardia che ha realizzato un servizio sulla vicenda, mandato in onda mercoledì 1° novembre (nella foto, un’immagine tratta da rai.it). Per quest’anno il servizio è potuto partire, ma il 2018 sarà un anno decisivo per la struttura che potrebbe non avere la possibilità di continuare la propria attività se non verranno modificate le linee guida, con relativo riconoscimento della specificità e dell’eccellenza bresciana in questo settore e delle risorse da stanziare.
(red.)