Zanacchi: indomito, oculato, tenace, generoso

Come era facile immaginare, molti sono i rappresentanti del mondo dell’ottica, istituzionali e non, che in queste ore desiderano rivolgere a Fabio Zanacchi, mancato domenica scorsa, un pensiero e un saluto. Abbiamo ricevuto o raccolto alcune delle loro testimonianze: oggi, con alcuni esponenti del mondo Federottica, e nei prossimi giorni pubblicheremo su questo quotidiano le parole con cui hanno voluto ricordarlo, per il suo impegno e la sua passione professionale ma anche per la sua amicizia e le sue qualità umane

Afragoli: ne ho sempre ammirato la dedizione. «Caparbio, indomito, tenace, ha retto la nostra associazione per due mandati con impegno costante e straordinario senso del dovere – scrive Andrea Afragoli, attuale presidente della maggiore associazione italiana di categoria, su federottica.org - A lui vanno ascritti, fra gli altri, il merito d’aver saputo costruire un’associazione economicamente forte, cosa fondamentale per poter svolgere appieno attività sindacali, l’ottenimento del Decreto interministeriale che ha ribadito la centralità dell’ottico nella fornitura degli strumenti compensativi dei difetti visivi e, ultimo ma non certo per importanza, il fondamentale contributo di natura economica che ha permesso la nascita dei corsi di laurea in Ottica e Optometria. Senza questo contributo, nonostante gli sforzi di molti, probabilmente non ci sarebbe mai stato il fondamentale scatto in avanti a livello formativo che ha prodotto a oggi più di mille laureati in Ottica e Optometria. Personalmente lo conobbi vent’anni fa, nel 1998, all’epoca della sua rielezione, al secondo mandato alla guida di Federottica. Lui Presidente Nazionale ed io, per la prima volta, Consigliere. Fu un rapporto non semplice, probabilmente a causa di caratteri troppo diversi perché si potesse instaurare un giusto feeling, ma a dispetto di questo ho sempre ammirato la dedizione con la quale ha svolto il proprio mandato e l’amore per la categoria».
Velati: la sua gestione permise l’avvio del corso di laurea. «La conclusione di una vita è sempre un momento che richiede rispetto. Fabio Zanacchi ha dedicato così tanto tempo della sua esistenza alle “faccende” associative degli ottici che sarebbe ridondante elencarle – ricorda a b2eyes.com Giulio Velati, che gli subentrò alla presidenza nazionale nel 2003 - Ma ciò che meglio può ricordare l’operato della sua presidenza è stata quell’oculata gestione amministrativa di Federottica che, attraverso l’indispensabile disponibilità economica, permise l’avvio del corso di laurea in Ottica e Optometria. Chi era presente non può non ricordare l’emozione di quella storica assemblea straordinaria che diede, a larghissima maggioranza e con grande determinazione, l’autorizzazione alla Dirigenza di allora a investire senza indugi le necessarie, importanti risorse economiche richieste, con la piena certezza che una associazione che avesse veramente a cuore il futuro dei propri associati non avrebbe potuto fare altro che perseguire quella strada senza esitazione di sorta, con la consapevolezza che una diversa decisione sarebbe stata la negazione di tanti anni di lavoro e di sacrifici. Ciao Fabio. Ciao Presidente».
Zannardi: non mollava mai. «Fabio, da buon amministratore, prima ha chiuso i conti del 2017 e poi ci ha salutati appena iniziato il 2018 - afferma al nostro quotidiano online Renzo Zannardi, già presidente di Federottica Milano Acofis - Quando vengono a mancare uomini del suo spessore, che hanno contribuito alla crescita di un’intera comunità, il primo pensiero è la gratitudine per il lavoro svolto per tutti noi. Dopo aver appreso la triste notizia della sua dipartita ho due immagini che mi ruotano nella testa, quella del Fabio capitano integerrimo, “il presidente che ci ha portato all’università”, e quella relativa ai momenti piacevoli e conviviali che abbiamo trascorso insieme. Fabio era un osso duro, uno che non mollava mai, credo che il suo profilo caratteriale e culturale sia ben descritto da una strofa di Io sono uno, canzone scritta dal poeta musicale Luigi Tenco: “Io sono uno che non nasconde le sue idee, questo è vero, perché non mi piacciono quelli che vogliono andar d’accordo con tutti e che cambiano ogni volta bandiera per tirare a campare”. Far cambiare idea a Fabio era davvero dura. La seconda immagine che mi è rimasta impressa è quella del 13 dicembre 2016 a Palazzo Castiglioni  in occasione della presentazione del libro: “L’ottica e l’optometria italiana vista con gli occhi di Acofis Milano. Dal sogno alla realtà”. Fabio, dopo una giornata piena d’impegni sanitari, si mischiò con gli altri 399 colleghi presenti mostrando un’energia incontenibile, era felice come un bambino a una festa, parlava con tutti, stringeva mani, raccontava aneddoti… Alla fine mi chiese di fare una foto con lui e pretese una dedica personalizzata sul libro. Risposi: onorato! Grazie Fabio!»
Baccini: una generosità e un’empatia incredibili. «Fabio è stato un professionista di altissima levatura – dice al nostro quotidiano Luigi Baccini, presidente di Assopto Milano Acofis dal 1993 al 1997 - Competente, serio, onesto, molto preparato in tutti i campi, è stato il presidente che ci ha portato all’Università, che ha risanato Federottica nei momenti più difficili, che ha dato tutto se stesso per la categoria e da questa va ricordato davvero come un grande, per i meriti che ha avuto per quanto riguarda l’associazione, la professione, l’istruzione. Ma per me è stato anche, per 30 anni, un amico eccezionale. Malgrado il suo carattere, che non sempre veniva capito da tutti, era una persona di una generosità e di una empatia incredibili. L’amicizia non si può descrivere, c’è e basta e la nostra è stata vera. Fino all’ultimo momento siamo stati vicini, ed è per me una gioia aver avuto questo legame profondo con una persona così grande».
(red.)