Milano, uno spettacolo da… non vedere

Stasera al Teatro Libero è in programma “Odisseo & Co - Un viaggio in tutti i sensi”, performance sensoriale in cui il pubblico viene bendato e invitato a rivivere il viaggio di Ulisse e i suoi compagni, guidato dagli attori

L’iniziativa è di Youmani, onlus nata un anno fa, che ha come obiettivo la solidarietà sociale attraverso il teatro e che il teatro vuole portarlo anche nelle carceri, nelle biblioteche, nei centri di accoglienza, negli ospedali o nelle case di riposo. «Andare a teatro bendati non è un’esperienza comune, ma questo non è uno spettacolo comune – spiega in una nota Chiara Bertazzoni, direttore artistico dell’associazione e regista dello spettacolo - In un’atmosfera raccolta e intima si mangerà, si annuserà, si ascolterà, si toccherà e si diventerà protagonisti del viaggio per trenta minuti». Così dieci attori e vari gruppi composti ognuno da altrettanti spettatori, dalle 19.30 fino alle 23 di stasera, condivideranno uno spazio che «nell’immaginazione cambierà continuamente, ospiterà ninfe e maghe, burrasche e naufragi, sirene e mostruose creature, emozioni travolgenti e pensieri traboccanti di nostalgia, impeti passionali – ricorda Bertazzoni - In questa esperienza sensoriale attori e pubblico condivideranno alcuni dei momenti salienti del viaggio di Odisseo, eliminando l’uso della vista; i partecipanti potranno così vivere da dentro il viaggio, guidati dagli occhi dell’immaginazione. La fantasia, infatti, farà ciò che spesso la vista non ci permette di fare: creare mondi, vivere emozioni, galoppare suggestioni».
Il progetto, al debutto sul palcoscenico (nella foto, la locandina), nasce dal desiderio di approfondire la comunicazione teatrale, ampliando l’utilizzo di tutti gli altri sensi. «Cosa succede, infatti, quando, privati momentaneamente della vista, ci vediamo costretti a utilizzare al massimo l’udito, il tatto, l’olfatto e il gusto? Quanto gli occhi condizionano la nostra immaginazione e quanto, quindi, la percezione di uno spettacolo dipende esclusivamente da ciò che lo spettatore vede? - precisa la regista - Da queste considerazioni e dalla frequenza di un laboratorio sul teatro sensoriale, nasce l’idea di uno spettacolo “senza occhi”».
(red.)