L’ottica è femmina

Come in quei giochi sotto l’ombrellone a cercare i dettagli della vita che la vita stessa non ci permette di focalizzare nel suo quotidiano, mi sono domandato quale sia il genere del nostro settore. La risposta venticinque anni fa sarebbe stata diversa, ma oggi non ho dubbi

Ricordate quel libro dal titolo accattivante Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere? Chi lo ha letto si sarà divertito a commentare con il proprio partner i dettagli di questo grande derby che non finisce mai: quello tra maschio e femmina. Negli ultimi dieci anni anche nell’ottica sono caduti parecchi miti maschili. Per prima cosa chi vendeva era uomo. L’arrivo delle donne è stato all’inizio una piacevole sorpresa che l’occhialeria, forse per la natura stessa del prodotto, ha sviluppato più dell’oftalmica e delle lenti a contatto, anche se queste ultime alla fine ci sono arrivate e bene.
Perché l’ottica ci ha messo così tanto a capire che la donna in front line direttiva o di vendita avrebbe saputo dare molto alla storia di questo mercato? Uno studio americano riportato dalla rivista italiana Focus ha evidenziato che “uomini e donne hanno cervelli diversamente connessi e meravigliosamente complementari: quello di lui ottimizzato per una efficace comunicazione all’interno di ciascun emisfero, quello di lei più forte nell’interazione tra un emisfero e l’altro”. La ricerca confermerebbe alcuni stereotipi, ovvero che i maschi siano più precisi e coordinati, mentre le femmine campionesse di memoria e multitasking: fino a 13 anni, infatti, le differenze tra connessioni nel cervello maschile e femminile si dimostrerebbero minime, mentre si farebbero più accentuate tra i 14 e i 17 anni.
La complementarietà è di fatto la migliore risorsa che la donna e l’uomo possono condividere. Tornano alla memoria quindi le direttrici marketing dell’oftalmica e non solo, le editrici o giornaliste di settore, le venditrici che operano nei propri stand al Mido e nei centri ottici tutti i giorni con valigie “maschili”, le creative, le ottiche che hanno aperto nuove strade attraverso la consulenza d’immagine o ideando occhiali unici, e molte altre ancora. In un mercato “metallico” come l’ottica serviva proprio la loro complementarietà. L’uomo è noioso e meravigliosamente scontato nelle sue percezioni-azioni, mentre la donna è intuitiva, è più emotivamente coinvolta quando ascolta qualcuno, ha più memoria quindi osserva di più anche dettagli apparentemente inutili. In fondo, anch’io mi sento orgoglioso quando una donna mi dice che ho sensibilità e immaginazione femminili…
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