Il telefono senza fili che aspira a diventare fibra ottica

Nell’ottica spesso ci si lamenta, senza trovar volutamente colpevoli, della dispersione del valore che avviene tra l’origine e la fine della catena rivolta al cliente finale. Per Assogruppi oggi è il momento di porvi rimedio e lunedì a Milano ne ha voluto parlare a una platea di qualità (nella foto)

Assogruppi Ottica conta su oltre tremila centri ottici associati ma soprattutto su un board orientato all’innovazione. Così i nostri si sono concentrati a raccogliere a Milano le primarie aziende dell’oftalmica, della contattologia e dell’occhialeria con uno scopo chiarito fin dall’inizio: costruire una task force a difesa del valore che viene inevitabilmente disperso nel tragitto azienda-ottico verso il cliente finale. In sostanza, sotto accusa, il senso e l’uso della filiera attuale dell’ottica apparsa come un telefono senza fili. Marco Procacciante sintetizza il concetto ponendo al centro del progetto la difesa della qualità e la volontà di Assogruppi di contrastare la perdita di valore convincendo gli oltre tremila associati e le aziende partner presenti a lavorare meglio assieme. A sua volta Marco Carminati ricorda come oggi per l’ottico sia fondamentale prendere una posizione per la qualità e lasciare le chimere del passato per essere veramente più competitivo, professionalmente e imprenditorialmente.
Ma come far diventare un gioco divertente e, tuttavia, pericoloso quale quello del telefono senza fili una fibra ottica a 100 mega? L’idea di Assogruppi è forte perché detta nel modo giusto, nei tempi giusti e agli interlocutori giusti. La volontà di creare un planning che vede il 2018 l’anno della preparazione del trade e il 2019 l’epilogo sul consumer è altrettanto sensata e cauta e ha trovato nelle repliche dei manager aziendali presenti un buon ottimismo. Stante la domanda finale, quella delle cento pistole: gli ottici, i vostri associati, vi seguiranno? Detto questo, la trama si colora delle contraddizioni di vita cui ci ha abituato il maestro Eduardo De Filippo. In sostanza “deve passare la nottata” per poter digerire molte verità ancora irrisolte nel nostro meraviglioso mercato. L’idea sembra infatti tanto intelligente quanto fallibile. Il committment dell’ottico a questo progetto è indispensabile: senza di lui non si difende il valore della catena dell’ottica. Eppure il nostro “eroe” potrebbe snobbare anche questa opportunità messa su un piatto d’argento da Assogruppi.
All’ottico piace il telefono, la voce calda dell’operatrice, il potere dell’ordine, il mercato facile. È il suo peccato originale. Capirà questo concetto della salvaguardia del valore, degli investimenti tecnologici messi su una lente o una montatura e imparerà a rispettarli per trasmetterli al cliente finale? Già alcuni di loro lo fanno, ma la volontà di Assogruppi è che siano più di tremila centri, la massa d’urto, a usare contemporaneamente la stessa avvertenza per convincere un pool di aziende a investire sulla loro preparazione ma soprattutto sulla comunicazione al pubblico. La volontà di Procacciante, Carminati e Paolo Fonelli, il board, con il presidente Fabrizio Vettore, è di farlo “qui e ora”. Dopo potrebbe essere troppo tardi. Il tutto è talmente sensato che la mente rilancia un vecchio proverbio arabo: puoi portare il cammello alla fontana, ma non puoi costringerlo a bere.
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