Brand Festival 2018, Caradonna “testimone” del personal branding

All’appuntamento nazionale di Jesi, dal 6 al 13 aprile, si è parlato di come creare valore attraverso l’identità personale, aziendale, territoriale con importanti esponenti della comunicazione e di grandi aziende, quali Ceres o Barilla: era presente anche il professionista pugliese, che ha portato la propria case history, spiegando come dalla realtà locale in cui opera sia riuscito ad affacciarsi al panorama nazionale

Nico Caradonna (nella foto, di Massimiliano Fabrizi) ha tenuto una relazione sul “personal branding in provincia” con il blogger, esperto di marketing digitale e giornalista Riccardo Scandellari, il quale l’ha voluto con sé come caso più rappresentativo e di successo in questo ambito. «Il mio “anno zero” è stato il 2014, quando sono entrato in libreria e ho visto il testo di Scandellari Fai di te stesso un brand: una lettura illuminante - commenta Caradonna a b2eyes TODAY - La mia crescita professionale è stata di un certo tipo anche grazie a lui, perché ho potuto capire come approcciare ogni cosa del mio lavoro, dalle relazioni al mercato».
Alla platea ha raccontato il proprio percorso, dagli studi di ortottica al sogno di lavorare in un ospedale pubblico, dalla fine di quel “sogno” a causa dei tagli alla sanità in Puglia alla necessità di reinventarsi. Cosa che ha pensato di fare «proprio attraverso quel testo casualmente trovato in libreria - continua Caradonna - Da lì ho iniziato a curare la mia parte professionale cercando di migliorare la comunicazione, la presenza sul web. In tutto ciò il mio blog, che è stato il primo in Italia dedicato all’ottica e agli occhiali di design, ha avuto un ruolo fondamentale. Dopo questa fase iniziale di studio ho capito che la vera opportunità era il negozio di famiglia, quindi ho fatto operazioni di rebranding e cambiamenti, dal progetto vetrina al ripensamento degli spazi espositivi e dell’accoglienza del cliente, cercando di curare sempre più l’aspetto comunicativo a 360 gradi, di me stesso come professionista e di Ottica Caradonna, in un tutt’uno coerente».
Parallelamente è cresciuto il progetto dell’Ottico del web, nato come blog e poi divenuto una vera e propria community, numericamente importante considerando Facebook, Instagram e Twitter. «Sempre più gente mi scrive e fa riferimento a me come professionista dell’ottica, attraverso il digitale ovviamente, perché in ogni città ci sono colleghi che sono validissimi riferimenti, interessata a ciò che dico, non più solo a livello locale», aggiunge il professionista. È così che Caradonna, attraverso il personal branding, è uscito dai confini della sua città e della sua attività per approdare a un orizzonte più ampio. «Sono riuscito, da una realtà di provincia, a creare un’identità mia, che poi mi ha consentito di affacciarmi al panorama nazionale: all’inizio l’Ottico del web era noto soltanto ai miei clienti, ora lo conosce un pubblico molto più ampio rispetto a quanti frequentano il mio negozio - conclude il professionista - E questo sono convinto abbia portato valore non solo a me: quando qualcuno, anche se è lontano e non si serve nel mio centro, non cerca più come si sceglie la progressiva ideale in rete, dove magari trova informazioni da parte di chi non è un addetto ai lavori, ma scrive all’Ottico del web, che è un professionista, è un bene per la categoria». 
N.T.